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Economic Blockade and Global Corporations
Siamo consapevoli
che quando denunciamo il blocco finanziario
ed economico con cui veniamo aggrediti,
tale situazione sembra difficile da comprendere con
facilità dall'opinione pubblica internazionale
e persino
da alcuni dei nostri compatrioti.
Perché non si tratta di un'aggressione aperta che sia stata dichiarata
a viso aperto davanti alla pace del mondo.
Al contrario,
è un attacco
sempre obliquo, sotterraneo, sinuoso,
ma non per questo meno lesivo per il Cile.
Ci troviamo di fronte a forze che operano nella penombra,
senza bandiera,
con armi potenti, appostate
nei più svariati luoghi d'influenza.
Su di noi
non grava alcun divieto di commerciare.
Nessuno ha dichiarato di volere uno scontro con la nostra nazione.
Siamo di fronte
a un vero conflitto frontale tra le grandi corporazioni
transnazionali e gli Stati.
Questi risultano condizionati nelle loro decisioni
fondamentali,
politiche,
economiche e militari da organizzazioni
globali che non dipendono da alcuno Stato
e che nel complesso delle loro attività non
rispondono né sono controllate da alcun
parlamento,
da alcuna istituzione rappresentativa del
pubblico interesse.
In una parola,
è l'intera struttura politica del mondo
a venire minata.
"I mercanti
non hanno patria.
Il solo luogo
in cui si trovano non costituisce un legame.
Ciò che a loro interessa
è dove ottengono
i loro guadagni".
Questa frase
non è mia,
appartiene a Jefferson.
Le grandi imprese transnazionali
non solo minacciano i reali interessi dei Paesi in
via di sviluppo,
ma la sua azione travolgente e incontrollata si verifica
anche nei paesi industrializzati in cui si insediano.
Da questo pericolo, i popoli sviluppati non sono più
al sicuro di quelli sottosviluppati.
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Original transcript (Spanish)
Somos conscientes de que cuando denunciamos el bloqueo financiero económico con que se nos agrede, tal situación aparece difícil de ser comprendida con facilidad por la opinión pública internacional
y aun por algunos de nuestros compatriotas. Porque no se trata de una agresión abierta que haya sido declarada sin embozo ante la paz del mundo. Por el contrario,
es un ataque siempre oblicuo, subterráneo, sinuoso, pero no por eso menos lesivo para Chile. Nos encontramos frente a fuerzas que operan en la penumbra, sin bandera,
con armas poderosas, apostadas en los más variados lugares de influencia. Sobre nosotros no pesa ninguna prohibición de comerciar. Nadie ha declarado que se propone un enfrentamiento con nuestra nación.
Estamos frente a un verdadero conflicto frontal sobre las grandes corporaciones transnacionales y los Estados. Estos aparecen interferidos en sus decisiones fundamentales,
políticas, económicas y militares por organizaciones globales que no dependen de ningún Estado y que en la suma de sus actividades no responden ni están fiscalizadas por ningún
parlamento, por ninguna institución representativa del interés colectivo. En una palabra, es toda la estructura política del mundo
la que está siendo socavada. "Los mercaderes no tienen patria. El mero lugar donde están no constituye un vínculo.
Lo que les interesa es donde obtienen sus ganancias". Esta frase no es mía,
pertenece a Jefferson. Las grandes empresas transnacionales no solo atentan contra los intereses genuinos de los países en desarrollo, sino que su acción avasalladora e incontrolada se da
también en los países industrializados donde se asientan. De este peligro, los pueblos desarrollados no están más seguros que los subdesarrollados.