Youth Protest and Violence Discussion

Che loro va bene, andranno anche in Torino,

ma secondo me lo fanno anche per

diventi- divertimento. Cosa c'entrano i turisti?

Sì, ma perché voglio dire siete qui

incappucciati di nuovo, vestiti-

Per rivolta, per rivolta.

Rivolta.

Rivolta, rivolta.

Rivolta contro?

Lo Stato.

Contro lo Stato, la politica.

Ieri una signora che faceva il video mentre un

ragazzino di dodici anni veniva preso a manganellate da, dal,

dall'antisommossa, un ragazzino di dodici anni.

La signora ha fatto il video, sono arrivati tre dell'antisommossa,

testimone lui,

e l'hanno spinta per terra e le han detto di levarsi dal cazzo.

Quanti anni avete?

Noi? Noi abbiamo, noi abbiamo sedici anni, comunque siamo, siamo tutti minorenni.

Un misto, tra ii quattordici fino ai venticinque.

Quindi che pensate?

In English, in English.

Che pensate della violenza?

Ieri la, la prima parte della manifestazione è

stata completamente non violenta.

Nessuno ha... Nella, nella zona dietro, dove c'è, dove ci sono

i negozi, tutti tranquilli coi cartelloni, l'antisommossa già stava

iniziando a spingere e a prendere a manganellate.

E a tirare i lacrimogeni.

Dopo un po' le persone si sono stancate, pri-in primis noi ragazzi, che di venire a

prenderci i lacrimogeni per parlare di quello che lo Stato non ci ascolta o fa

casino. Cioè era normale che poi è successo

l'inferno.

Poi la roba che è successa che hanno rapinato il negozio.

Tutti i ragazzi sono stati i primi a dire che sono stati dei coglioni.

Ci sono già alcune organizzazioni dietro che hanno cercato nome e cognome di chi è

stato e sono andati a riprendersi i vestiti per riportarli a Foot Locker.

Questa è la cosa. Non è che noi veniamo qua perché non

abbiamo niente da fare dove

viviamo noi, non sappiamo divertirci, dobbiamo far casino.

Sì, però ieri oltre a vetrine distrutte, tutto quello che è successo l'hai

raccontato tu, ci sono stati anche dei tavolini,

delle sedie

dati alle fiamme, degli ombrelloni, di alcuni locali, qual è il senso?

E quello è il gioco, non è che siamo, non è che siamo noi per forza.

Se— non bisogna odiare chi lo fa, bisogna odiare il motivo.

Non è che se io ragazzo do fuoco a un tavolino, lo faccio per passarmi il tempo.

C'è tu-tutto dietro un motivo.

Perché lo fai?

Per sfogarsi, per farsi vedere.

Ma ripeto, cioè, coi cartelloni, cioè, se andiamo in giro coi cartelloni dicendo

eee magari,

cioè tipo quella roba delle guerre, noi diamo le armi all'Ucraina, invece dire

meno armi a Ucraina e più, più scuola.

Cioè non ci sentono facendo i cartelloni, andando in giro coi cartelloni.

Facciamo un po' di casino, infochiamo una roba, ci facciam sentire,

così cioè lo

Stato ci guarda subito. Coi cartelloni chi è che ci calcola?

Ieri alle tre erano arrivati tutti qua con i cartelloni, chi è che calcolava?

La polizia non c'era neanche. Appena hanno iniziato a far casino,

sono arrivate

tutte le camionette e hanno iniziato a sentirci.

Non è, ripeto, come dice lui, non è che lo facciamo perché non c'abbiam

niente da

fare. Cioè, è il nostro futuro, noi vogliamo avere un futuro bello,

non è cheee...

Cioè, capito? Così.

Scusate.

Dove, dove, dove vivete?

Eh, non si può dire.

Milano, altre zone.

Sì, siamo di Milano.

Attacca alla

Ma questo, questo come ha detto lui non è giusto,

perché noi dovevamo venire qua

non a rubare, ma a farci sentire. Cioè, non, non volevamo fare

assolutamente rubare niente, perché quelli, come ha detto lui,

noi siamo stati i

primi a dire che quelli che hanno rubato sono stati dei delinquenti, perché non è

giusto andare a rubare in un negozio.

Noi volevamo solo venire qua per farci sentire e far vedere la nostra

parola.

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