Agricultural Strike and Economic Challenges
Oggi mi tocca
e sento di avere l'obbligo di farlo
a discutere del problema dello sciopero che si sta tenendo a Crotone da
parte dei miei colleghi, gli agricoltori.
E io come contadino penso di dover dire la mia, proprio a
tutela
di questo sciopero che è stato organizzato, si dice per il caro,
caro gasolio, ma non è soltanto il caro gasolio,
è il caro
vita. E soprattutto nel settore
dell'agricoltura, il caro
vita, dato che noi abbiamo scadenze lunghe per
tutti i lavori che facciamo, dalla
se- dalla semina alla raccolta
dei frutti alla gestione aziendale, ci sono dei tempi lunghi tra
l'investimento effettuato e tra poi la
probabile possibilità di incassare qualcosa.
Siamo arrivati che non se ne può più, perché oltre al caro
gasolio è caro tutti, i pezzi di ricambi, tutto ciò che
noi compriamo, i concimi, sono arrivati al punto che non si possono
comprare
più.
E allora diventa obbligatorio fare una sc-- una
forma di reazione di fronte al sistema che ci sta
portando proprio a dire dobbiamo chiudere.
E per questo motivo oggi io vorrei sensibilizzare l'opinione pubblica
intera a riflettere sul fatto che gli
agricoltori, e forse non solo gli agricoltori,
compriamo
ad euro e vendiamo a centesimi. Il prezzo giusto
non si discute più. Io non è che voglio dire che dobbiamo
attaccare qualcuno singolarmente, dobbiamo creare difficoltà alla
gente comune che come noi
ha difficoltà a tirare avanti in questo nostro Paese.
Però dobbiamo creare i presupposti affinché la politica,
le associazioni riflettano con noi su
quelle che sono le probabili soluzioni che debbano essere
prese affinché l'Italia possa avere
ancora ad oggi l'autonomia alimentare pari al
70%, altrimenti per noi è diventato
impossibile sostenere i costi di produzione, nonostante la
gr-- buona volontà e nonostante la forza di
sottoporci a qualsiasi sacrificio.
Io vorrei sensibilizzare con questo video soprattutto la
cittadinanza tutta e soprattutto le mamme,
perché quando vanno a fare la spesa nei supermercati devono
avere nei confronti della grande distribuzione
una certa sensibilità su quello che ci fanno mangiare, perché ci
sono dei cibi buoni,
però ci sono anche dei cibi spazzatura.
E questo è dovuto al fatto che non c'è reciprocità tra i
metodi di coltivazione che abbiamo noi e gli obblighi che abbiamo noi
nei confronti del rispetto del-della produzione di un cibo sano
e quelli degli- dei Paesi con i quali noi abbiamo
interscambi
commerciali.
Quindi lo sciopero è un qualcosa che appartiene a una
crisi generale alla quale tutti dobbiamo avere
voce in capitolo per esprimere il nostro pensiero,
farle elaborare e far sì che il governo
centrale non solo ne possa prendere visione, ma
possa lavorare per una soluzione possibile.
Un altro invito che io faccio
è quello di creare i presupposti affinché
all'interno
della catena della distribuzione del cibo, noi con i nostri
prodotti, possiamo arrivare direttamente sulla
tavola dei
cittadini con un massimo della trasparenza su
quelli che sono i valori di salubrità e i
valori nutrizionali che il nostro cibo, che è il cibo da noi
prodotto, esprime. Ma non perché siamo solo dei bravi
contadini o dei bravi agricoltori, ma soprattutto
perché ci sono le condizioni morfologiche, fisiche,
chimiche, atmosferiche del terreno, del territorio che ci danno
questa opportunità di pot-- di poter beneficiare di questa
ricchezza. Una riflessione poi la voglio fare
soprattutto perché penso di
averne una grande responsabilità in riferimento a questo,
sui giovani.
Ma come li stiamo trattando? Ma anche i figli degli agricoltori, che
io vedevo che più o meno nei paesini restavano per continuare a mandare avanti
la-le attività di famiglie, stanno arrivando al punto che dicono:
dobbiamo andare via, non è possibile.
E la Calabria non merita questo. Un saluto e un
abbraccio a tutti voi. Mi auguro che questo sciopero,
che io non vorrei nemmeno definire sciopero,
ma senso di grande responsabilità per chi viene dopo di noi,
possa portare veramente qualcosa di utile e di beneficiario
non soltanto alla categoria degli agricoltori,
ma a tutta l'Italia. Buongiorno a tutti.
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