Investigative Journalism and Conspiracy Theories
Io ho sempre chiesto soltanto una cosa nella vicenda che riguarda
Report e Sigfrido Ranucci: che un grande giornalista d'inchiesta,
finito all'interno di una vicenda molto torbida, più complicata
di quelle che lui a volte con grandi inchieste ci aveva raccontato,
in puntate diventate mitiche della più importante trasmissione
Rai d'inchiesta, che ovviamente deve essere tutelata e deve
continuare ad andare in onda, facesse una puntata
dove raccontava la sua storia. Con quella terzietà che lui
giustamente professa e rivendica, senza quelle censure che lui a
volte denuncia e dice con orgoglio di non avere mai
accettato, per dirci la verità. La verità su tutti i punti
oscuri di questa storia, tutti i punti che
non tornano. Perché vedete, ieri ho
sentito Sigfrido Ranucci immaginare o
addirittura definire come reale un grande complotto,
un complotto che avrebbe un terzo livello, un quarto livello, un quinto
livello che agisce al di fuori di questa
squallida amicizia tra un giornalista e uno dei
peggiori faccendieri della storia italiana.
Uno che non serviva conoscere per sapere chi
era, bastava andare su Wikipedia e leggersi
tutto quello che già aveva fatto
e per cui era stato in carcere e per cui era stato condannato.
E cioè che ci sarebbe un complotto
intergalattico che parte dalla destra
mondiale, che passa attraverso i servizi segreti,
che passa
attraverso strutture spettre che ha mosso
la loro amicizia, il fatto che andassero a mangiare 'ste
vongole, non si capisce se
col guscio o senza guscio, in questo surreale ristorante romano, che
lui andasse a casa sua ma non sapesse dov'era,
che per spiegargli dov'era dovesse
dirgli quante macchine c'erano davanti.
Insomma, tutto quello che ancora di questa storia
non torna.
Ma allora, se uno è così bravo a fare inchieste da
riuscire a scoprire il più grande complotto
interplanetario mai capitato in Italia, peggio di
quello che ancora aleggia sul rapimento e l'uccisione di
Aldo Moro, su Ustica, sull'Italicus,
ma allora perché non si è accorto che il suo migliore amico, che frequentava almeno
una volta a settimana, che sentiva al telefono 10 volte al
giorno, che faceva
sondaggi per farlo diventare un leader del centrosinistra, che li
faceva con giornalisti importantissimi della Repubblica, del Corriere della
Sera, in un ristorante pubblico, in mezzo alla
gente, non si è accorto che questo suo amico gli
stava mandando della gente a
mettergli una bomba in casa. Cioè delle due l'una: o sei il
genio di tutti i geni e scopri il più grande complotto del
mondo e ti accorgi che il tuo migliore amico ti sta
prendendo in giro e ti sta per mettere una bomba in casa,
oppure c'è qualcosa che non torna in questo terrapiattismo a
posteriori che io vorrei vedere però raccontato nella più
bella puntata di Report che Ranucci abbia mai fatto.
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