Sinner sulla finale di Parigi, Federer e il torneo di Halle
La settimana dopo Parigi è stata tranquilla, molto tranquilla.
Sono andato a trovare i miei genitori, abbiamo fatto una grigliata,
mi sono trovato con i miei amici, abbiamo giocato un po' a ping pong, un po' robe normali.
Proprio quello che mi serviva dopo un torneo stressante.
A me mi piace sempre ritrovarmi con molta tranquillità con le persone che mi conoscono
e ho la fortuna di avere le persone intorno a me che mi vogliono tanto bene, che sono oneste.
Ora siamo qua a Dalle per un nuovo torneo, nuove sfide, nuove difficoltà,
perché è una superficie totalmente diversa, però sono contento.
Ritornando un attimo a Parigi, il giorno dopo Federer ha scritto un post su Instagram
dove ha detto che oggi ci sono stati tre vincitori in campo.
Che effetto ti fa pensare che comunque per molte persone ci sono stati effettivamente tre vincitori in campo?
E' un segno, credo, positivo per tutto il tennis.
Credo che è la cosa più importante di far crescere questo sport,
di far vedere che siamo dei atleti che diamo tutto.
E niente, credo che sia stata una partita incredibile, di altissimo livello.
Non è finita come volevamo, ma succede.
E se il successo è migliore al mondo, di vivere dei momenti così,
dipende sempre da come uno riesce a reagire e uscirne, anche di cosa uno vede.
O vedo i match point mancati, o vedo dall'altra parte una partita dove non ho mai giocato così,
su quella superficie lì, dove mentalmente sono stato sul pezzo per cinque ore e mezza
e non mi sono lamentato di niente e quindi succede.
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