Support for Ukraine and Peace Efforts
Perché nessuno in quest'aula vuole la guerra, tutti vogliamo che
si arrivi alla pace. La differenza è su come pensiamo che
ci si arrivi. Per come la vedo io, il sostegno all'Ucraina non è
l'alternativa alla pace, è ciò che la rende possibile.
Perché se l'aggressore
perché se l'aggressore può puntare--
se l'aggressore può puntare la resa dell'avversario, che bisogno
ha di negoziare? Solo che la resa non è pace,
è conquista. Se l'Ucraina domani
smettesse di difendersi come in molti auspicano e propongono,
noi non avremmo la pace, noi discuteremmo dell'occupazione
di una nazione europea e del ritorno dell'imperialismo di
stampo sovietico che l'Europa ha conosciuto per mezzo secolo.
Personalmente non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri
armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest e non
rimpiango il muro di Berlino.
E nessuno mi convincerà del fatto che la resa di chi difende la propria
libertà possa definirsi pace. La pace che vogliamo e
che lavoriamo per costruire anche pagando un prezzo in
termini di consenso è una pace giusta, perché
solo una pace giusta può durare e solo una pace giusta mette al
sicuro l'Europa e i nostri interessi.
Dunque la posizione del Governo non cambia.
Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla
popolazione civile,
pressione su Mosca e unità euroatlantica rimangono i
pilastri della nostra azione.
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