Vaccino Pfizer: accuse sui dati di sicurezza e richiesta di indagini
7 min About Italy Health
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Allora dopo aver sentito quell'ignobile comunicato del gruppo PD ho deciso di premettere una frase, anche se mi costerà qualche secondo, alla mia presentazione.
Oggi siamo qui per chiudere definitivamente l'epoca della difesa e aprire quella dell'accusa.
Fino, fino, fino ad oggi ai cittadini danneggiati è stato chiesto l'impossibile.
Dimostrare, cioè, caso per caso, con procedure estenuanti, esami complessi e costosi, il nesso causale tra la somministrazione del vaccino e il danno subito. I miei quattro studi pubblicati in peer review, scusate l'autoreferenzialità, a tutt'oggi incontestati a livello internazionale,
ribaltano completamente la prospettiva medica e giuridica.
Abbiamo prove inconfutabili che Pfizer ha inserito gravi falsità ideologiche e analitiche nei documenti preclinici decisivi per la valutazione della sicurezza e l'autorizzazione all'immissione in commercio. Il mio quarto studio ha dimostrato che hanno mentito sulla natura chimica e tossicologica di alcuni
metaboliti generati dal loro vaccino a mRNA. Hanno aggirato test fondamentali di farmacocinetica presentando dati mendaci e non verificabili.
Quando si dimostra che un preparato medicinale è un prodotto difettoso e intrinsecamente pericoloso, il nesso di causalità biologico e biochimico è già scritto nella formula stessa di quel farmaco imperfetto, ai sensi dell'articolo quattro quattro tre del Codice Penale.
Non siamo più noi a dover dimostrare come il proiettile abbia causato il danno.
È chi ha progettato e autorizzato l'arma chimica a dover spiegare perché hanno inserito componenti che aggrediscono le cellule in quel modo e perché ne hanno nascostto la reale identità chimica e tossicologica nei dossier regolatori.
Sul piano del diritto questo significa una sola cosa: il totale ribaltamento dell'onere della prova.
La relazione speciale, la relazione speciale numero diciannove 2022 della Corte dei Conti europea parla chiaro: l'immunità del fabbricante decade in caso di dolo, negligenza grave o violazione delle buone prassi di fabbricazione dell'Unione Europea. Pertanto, la dimostrazione della fallacità del prodotto determina, in quanto tale, il
risarcimento del danno, bypassando in blocco la necessità dell'onere della prova a carico del singolo cittadino.
Davanti a prove così schiaccianti resta solo, purtroppo, un ultimo grosso ostacolo da abbattere: il silenzio delle istituzioni, il silenzio della magistratura. La Costituzione italiana non ammette questo vuoto di giustizia.
L'articolo centododici stabilisce in modo perentorio che il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale.
L'azione penale non è una scelta opzionale, è un dovere istituzionale supremo.
La scienza fornisce gli elementi, fornisce i dati e le prove materiali.
L'indagine della magistratura verifica e accerta i fatti.
Il processo attribuisce le responsabilità civili e penali.
L'articolo centododici della Costituzione esclude il silenzio, esclude l'inazione, esclude la protezione dei colpevoli.
I nostri avvocati hanno ora in mano gli strumenti scientifici per imporre il ribaltamento dell'onere della prova e scardinare lo scudo legale delle case farmaceutiche. I magistrati hanno il dovere costituzionale di aprire le indagini e procedere. La scienza indipendente ha fornito le prove.
Ora la giustizia faccia il proprio dovere, procedendo spedita sul suo cammino nella luce, nella luce però della Costituzione italiana. Grazie.
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