Huelga del 30 de octubre: Potere al Popolo contra el gobierno de Meloni
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La palabra es de Marta. Gracias, para nosotros es un verdadero honor estar aquí hoy, porque el 30 somos conscientes de que hemos escrito todos juntos una página de historia, no solo para nuestro país, sino también para la lucha de clases a nivel internacional,
gracias al trabajo realizado por el Coordinamento Internazionale dei Porti, por USP y los trabajadores portuarios.
Hoy, lo que ha sucedido y está sucediendo en Italia es algo realmente inédito. Si vemos, por un lado, al Gobierno de Meloni titubear y n— la única respuesta que sabe dar a una crisis que nos golpea con el alto costo de vida es esa— la política de rearme, la política de aumentar el gasto militar para permanecer bajo el paraguas
de la OTAN, de la Unión Europea y, por tanto, ocho decretos de seguridad y por tanto, la criminalización de los jóvenes de los barrios periféricos, de las luchas de los transportistas y agricultores.
Al otro lado, un amplio sector que hemos visto hoy intenta apropiarse de las plazas del otro día, pero no se atrevió a presentarse porque sabe que es par— parte del mismo problema, sabe que es la causa de las condiciones de vida en las que vivimos y de que no lleguemos a fin de mes.
Mientras que lo que se expresó en la, en la, en la grandísima jornada de huelga general del 30, del 30 de, de octubre, que paralizó de verdad el país es algo independiente de este bipartidismo que han intentado imponernos,
que están intentando imponernos también con la nueva ley electoral.
Y todo esto, es evidente que asusta a quienes nos gobiernan, pero asusta a toda una clase política, a una élite política. tanto políticas como sindicales.
Así que quiero agradecer, en nombre de Potere al Popolo, una vez más, el coraje combativo de la Unione Sindacale di Base, que tiene el coraje de dar la cara y llevar adelante las luchas como hay que hacerlo, y no como hacen CGIL, CISL y UIL,
que siempre llegan cuando ya es tarde. Por eso creo que ahora tenemos la responsabilidad de no dar tregua a este gobierno y echarlo de verdad.
Lo que se expresó en las plazas es una desconfianza popular hacia este gobierno, con la conciencia de que estaremos listos para echar a cualquier gobierno, sea del color que sea, cuando impulse políticas de rearme, cuando no tenga el valor de decir que hay que salir de la OTAN, en el momento en que no tiene el valor
de denunciar e interrumpir los acuerdos con el Estado terrorista de Israel.
Así que, frente a todo esto, ahora tenemos tareas. De aquí a la gran manifestación del 12 de diciembre, que debemos organizar en todo el país, todas y todos juntos.
Tenemos… nos espera un mes de trabajo. Creo que antes se habló de más de 70 plazas que se han organizado de norte a sur.
Así que tenemos que volver a todas esas plazas. Antes se hablaba de una caravana, organicémonos.
Este es un elemento que se ha borrado de la historia, pero la fuerza de la organización popular es la que puede impulsar un cambio real y puede reescribir la historia del lado de los oprimidos, no del de los opresores. Así que volvemos a todas las ciudades,
y afrontamos los momentos de movilización ya previstos para el próximo— el próximo mes para llegar a una movilización enorme frente al Parlamento, para hacer caer este gobierno, pero sobre todo para construir algo alternativo e independiente de la miseria y de la guerra que quieren imponernos. Gracias.
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Parola a Marta. Grazie, per noi è veramente un onore essere qua oggi perché il 30 siamo consapevoli di aver scritto tutti insieme una pagina di storia non solo per il nostro Paese, ma anche per la lotta di classe a livello internazionale grazie al lavoro fatto dal coordinamento internazionale dei porti, da USP e dai portuali.
Oggi quello che è successo e che sta accadendo in Italia è qualcosa davvero di inedito. Se vediamo da una parte il governo Meloni arrancare e n-- l-l'unica risposta che sa dare a una crisi che morde al caro vita è quella-- la politica del riarmo, la politica di aumentare le spese militari per stare all'interno dell'ombrello
della NATO, dell'Unione Europea e quindi otto decreti sicurezza e quindi la criminalizzazione dei giovani delle periferie, delle lotte degli autotrasportatori e degli agricoltori.
Dall'altra parte un campo largo che abbiamo visto oggi prova a intestarsi le piazze dell'altro giorno, ma non ha avuto il coraggio di presentarsi perché sa di essere da-- parte dello stesso problema, sa di essere la causa delle condizioni di vita in cui viviamo e che non riusciamo ad arrivare alla fine del mese.
Mentre invece quello che si è espresso nella, nella, nella grandissima giornata di sciopero generale del 30, del 30 di, di ottobre che ha bloccato veramente il Paese è qualcosa di indipendente da questo bipolarismo che hanno cercato di imporci,
che stanno cercando di imporci anche con la nuova legge elettorale.
Ecco, tutto questo è evidente che fa paura a chi ci governa, ma fa paura a tutta una classe politica, a un ceto politico sia di tipo politico che di tipo sindacale.
Quindi ci tengo a ringraziare a nome di Potere al Popolo ancora una volta il coraggio conflittuale dell'Unione Sindacale di Base che ha il coraggio di metterci la faccia e portare avanti le lotte come vanno fatte e non invece come CGIL, CISL e UIL, che arrivano sempre a babbo morto.
E allora credo che adesso abbiamo la responsabilità di non dare tregua a questo governo e di cacciarlo davvero.
Quella che si è espressa nelle piazze è una sfiducia popolare rispetto a questo governo, con la consapevolezza che saremo pronti a cacciare qualsiasi governo di qualsiasi colore nel momento in cui porta avanti politiche di riarmo,
nel momento in cui non ha il coraggio di dire che bisogna uscire dalla NATO, nel momento in cui non ha il coraggio di denunciare e interrompere gli accordi con lo stato terrorista di Israele. Ecco, rispetto a tutto questo quindi noi adesso abbiamo dei compiti. Da qui alla grande manifestazione del 12 di dicembre che
dobbiamo costruire in tutto il Paese tutte e tutti insieme.
Abbiamo-- ci aspetta un mese di lavoro. Credo che prima si è parlato di oltre 70 piazze che si sono organizzate da nord a sud.
Ecco, noi dobbiamo tornare in tutte quelle piazze. Si parlava prima di una carovana, organizziamoci.
Questo è un elemento che è stato rimosso dalla storia, ma invece la forza dell'organizzazione popolare è quella che può mettere in campo un cambiamento reale e può riscrivere la storia dalla parte degli oppressi, non dalla parte degli oppressori.
Quindi torniamo in tutte le città, affrontiamo i momenti di mobilitazione già previsti per la prossimo-- nel prossimo mese per arrivare a una grandissima mobilitazione sotto il Parlamento, per far cadere questo governo, ma soprattutto per costruire qualcosa di alternativo e indipendente alla miseria e alla guerra che ci vogliono
imporre. Grazie.
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